Emergenza Covid-19: mascherine e altri dispositivi di protezione individuale

Covid-19 è la malattia provocata dal nuovo Coronavirus che ha scatenato una pandemia a livello mondiale.

Questo virus attacca, in maniera più o meno grave, le vie respiratorie ed è caratterizzato da un’elevata contagiosità: gli esperti consigliano infatti di evitare il contatto con occhi, bocca e naso e di tenere una distanza interpersonale di almeno un metro per limitare gli effetti del virus.

Per cercare di arginare il contagio è utile indossare delle mascherine di protezione, che in questo periodo o sono introvabili oppure vengono vendute a prezzi esorbitanti.

Le mascherine vengono utilizzate per prevenire l’inalazione di aria contaminata, l’inalazione di polvere o per evitare le cosiddette droplet (goccioline di saliva nebulizzate finissime costituite da acqua e residui cellulari che vengono diffuse nell’ambiente mentre si parla, si starnutisce o si tossisce) che possono essere causa di trasmissione dei microrganismi da individuo ad individuo. Se queste goccioline vengono a contatto con le mucose di una persona (per esempio quelle della bocca, degli occhi o del naso), direttamente o perché trasportate dalle mani, il virus può introdursi nell’organismo e causare la malattia.

Le mascherine chirurgiche tradizionali sono composte da tre o quattro strati di cui almeno due di tessuto non tessuto (TNT) ed una di materiale filtrante (una sorta di mussola). 

Il tessuto ideale per riprodurre le mascherine chirurgiche e utilizzarle al fine di prevenire il contagio da Coronavirus è il TNT, fatto di polimeri sintetici e tipicamente utilizzato per i teli che proteggono le piante dal freddo.

La Regione Toscana ha fatto da apripista in questo tipo di sperimentazione grazie al supporto produttivo di una azienda locale e, secondo le analisi di laboratorio commissionate all’Università di Firenze, questo materiale ha una capacità di tenuta che va dal 96% al 100% dell’aerosol con cui si diffonde il microrganismo, pari alla tenuta del materiale delle normali mascherine chirurgiche. Ad oggi, tali mascherine sono considerate omologhe e vengono distribuite agli operatori sanitari.

Anche Casa del Busto, per contrastare l’emergenza Covid-19, ha deciso di sfruttare le competenze acquisite e sviluppate nel corso di una sessantennale esperienza nel settore della manifattura di corsetteria ortopedica ed estetica, convertendo temporaneamente la produzione del proprio laboratorio concentrandosi sulla fabbricazione di una mascherina filtrante riutilizzabile: SANIMASK.

Il prodotto è composto da tre strati di TNT, materiale ipoallergenico senza solventi e/o colle, una barretta stringinaso di acciaio rivestita in plastica, che deve essere modellata una volta indossata per far aderire perfettamente la mascherina al volto, ed un sistema di fissaggio in poliestere e gomma.

La mascherina così prodotta è riutilizzabile perché può essere lavata e disinfettata immergendola in una soluzione di acqua e alcol o acqua e candeggina.

I vantaggi principali di SANIMASK sono:

  • Prodotto italiano;
  • Riutilizzabile;
  • Facile da disinfettare;
  • Ridotto impatto ambientale;
  • Adatto alle esigenze di protezione individuale di privati e famiglie.